Il turismo gay o turismo LGBT è una forma di turismo di nicchia rivolta a persone gay, lesbiche, bisessuali e transgender (LGBT). In genere, queste persone sono aperte riguardo al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere, anche se durante i viaggi possono scegliere di essere più o meno discrete. Ad esempio, possono mantenere riservato il proprio orientamento o la propria identità nel luogo in cui vivono oppure, anche se hanno fatto coming out, preferire una maggiore discrezione quando visitano aree in cui esiste il rischio di violenza o discriminazione nei confronti delle persone LGBT.
Turismo LGBT
I principali elementi del turismo LGBT comprendono destinazioni, strutture ricettive e servizi turistici che desiderano attrarre viaggiatori LGBT; persone interessate a visitare destinazioni considerate LGBT-friendly; persone che preferiscono viaggiare insieme ad altri membri della comunità LGBT, indipendentemente dalla destinazione; e viaggiatori LGBT particolarmente attenti agli aspetti culturali, sociali e di sicurezza.
Il termine colloquiale inglese “gaycation” viene utilizzato per descrivere una vacanza in cui la cultura LGBT svolge un ruolo significativo, sia durante il viaggio sia nella destinazione stessa. L’industria del turismo LGBT comprende destinazioni e organizzazioni turistiche, agenzie di viaggio, strutture ricettive e gruppi alberghieri, tour operator, compagnie di crociera e aziende specializzate nella pubblicità e nella promozione turistica rivolte alla comunità LGBT.
In concomitanza con la crescente visibilità delle persone LGBT che hanno formato famiglie e cresciuto figli negli anni Novanta, a partire dagli anni Duemila si è sviluppato maggiormente anche un turismo LGBT orientato alle famiglie. Un esempio è stato R Family Vacations, che proponeva attività e intrattenimento rivolti a coppie e famiglie, inclusi matrimoni tra persone dello stesso sesso. La sua prima crociera si svolse a bordo della Norwegian Dawn di Norwegian Cruise Line, con circa 1.600 passeggeri, tra cui 600 bambini.
Il mercato del turismo LGBT
Le principali aziende dell’industria turistica hanno riconosciuto l’importante capacità economica di questo segmento di mercato, conosciuta anche come “pink dollar” o “pink pound”, e molte hanno sviluppato iniziative e campagne rivolte alla comunità LGBT.
Secondo un rapporto di Travel University del 2000, il 10% dei turisti internazionali era costituito da persone gay e lesbiche, rappresentando oltre 70 milioni di arrivi in tutto il mondo. Si prevedeva che questo segmento continuasse a crescere grazie alla maggiore accettazione delle persone LGBT e al cambiamento degli atteggiamenti sociali nei confronti delle minoranze sessuali e di genere.
Oltre ai servizi offerti dalle grandi aziende, i turisti LGBT possono usufruire di altre forme tradizionali e alternative di turismo, come reti di ospitalità composte da persone LGBT che offrono alloggio ad altri viaggiatori della comunità, nonché programmi di scambio di abitazioni tra privati.
In numerosi Paesi esistono inoltre gruppi e comunità sociali rivolti sia ai residenti sia ai visitatori, agli espatriati e agli amici gay, lesbiche, bisessuali e transgender, favorendo la socializzazione, lo scambio di esperienze e il contatto con la comunità LGBT locale.
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